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Oratorio dedicato ai Santi Fabiano e Sebastiano sito in frazione Gila

La facciata dell’Oratorio

L’ORATORIO DEI SANTI FABIANO E SEBASTIANO

(FRAZIONE GILA)

Le sue origini non vanno oltre la metà del sec. XVII. Nella Vis. Past. del 1661 sta scritto che era stato allora costruiti, mancava di parte del muro di facciata e doveva ancora essere benedetto: «Visitavit Oratorium SS.torum fabiani et Sebastiani in Cantono dicta Casa di Gilio quod est de novo constructum et nondum benedictum, fornicatum et pavimentatum, sed in frontispicio deest paries pro medietate. Comisit R. Parrocho ut illud Benedicat simplici benedictione dummodo prius Claudatur muro seu Tabulis in frontispicio; Altare reducatur ad prescriptum cum petra sacrata in eo jnserta, fenestre muniantur Telari Tela Cerata et provideatur de necessarijs ad celebrationem…».

Fu completato e benedetto, come appare dalla Vis. Past. del 1665: «Visitavit oratorium S. Sebastiani jn Cantono de Glijs jn quo celebratur tamen die festo titularis et jn eo Altare unicum habet necessaria ad celebrationem Misse; Ecclesia perfecta. Bona nulla, redditus nulli preter eleemoinas, obligatones quoque nulle. Prohibetur celebrari diebus festis sub pena». Mancavano però ancora i lavori di rifinitura, l’ancona e il quadro dei Santi Titolari. A questo ci pensarono i decreti della Vis. Past. del 1674 che stabilirono: «…et fra un anno si provegga d’incona, o sia quadro con l’immagine del Santo Titolare sotto pena dell’interdetto e si perfettoni ancora quanto prima la fabrica principata». Così si fece e nel 1692 fu trovato provvisto di calice e paramenti per la celebrazione della Messa, che venivano conservati in una cassa nell’oratorio stesso. Nel sec. XVIII fu costruito nelle forme attuali.

La cit. relazione parrocchiale del 1771 lo descrive con questi termini: «L’Oratorio de SS. MM. Fabiano e Sebastiano nel Cantone de Gili, eretto non si sa il tempo, è lastricato con mattoni quadrati, libero da umidità, a volta, con finestra a vetriata vicino all’Altare, sopra cui il Tabernacolo di legno inaurato… sopravi Jncona di legno a varij colori, ed in mezzo ad essa la statua di S. Sebastiano decente, sebben nuda, in nichia chiusa a vetriata, ornata d.° senza Sagristia, pelle supellettili, proveduto l’Altare di supellettili pelle celebrazion della S. Messa, un mezzo confessionale con una grata sola per le donne. Al difori un piccolo Campanile sulle mura dell’Oratorio con campanella, e rustico, fuorchè nella faciata».

In seguito non si apportarono trasformazioni di rilievo. Elegante nella sua linea barocca, di notevole ampiezza e con due cappelle semicircolari ai lati, si presenta ancora come nella descrizione del 1771. L’altare attuale fu costruito con la pila in pietra del battistero di Rivò (sec. XVII) e in una nicchia al centro del presbitero si conserva una statua di legno dorato e dipinto di S. Sebastiano di scuola valsesiana del ‘600. Degna di nota è pure una pianeta rossa della fine del sec. XVII e un quadro votivo, malamente ritoccato, che ricorda l’incendio che devastò la borgata Gila nel 1627.