Oratori non più esistenti

ORATORI NON PIU’ ESISTENTI

L’ORATORIO DI SAN GIACOMO

E’ ricordato nella Visita Pastorale del 1574 che così lo descrive: «Jtem aliud oratorium S.ti Jacobi in via crepacorij et flechie, latium passus 6. longum 8. Jn quo est altare in forma cum lapide sacro incluso satis indecent., opertum unica toballea alba, super quo erat scabellum cum imagine crucifixi lignea vetusta parva. et a latere evangelij statua lignea antiqua S.ti Jacobi ap.li. Sub fornice picto sine bradella aut alijs ornamentis. Reliquum sub tecto simplici. Oratorium est apertum et sordidum excrementis bovorum, aderat cumulus calcis pro reparatione quam dederat sponte curatus loci abhnc tres annos et nihil est effectum. habet unicum hostiolum apertum ab oriente. Habet possessiones valoris 25 scutorum cum onere unius misse singulis mensibus … Consueverat in eo celebrari sed vetitum fuit per Ill.mum Cardinalem Vercellen. Donec reparetur».

Questo documento parla della strada su cui sorgeva, quella di Flecchia a Crevacuore, ma non specifica la località esatta, anche se la Visita Pastorale del 1606 testimonia che si trovava non molto distante dalla chiesa parrocchiale; ne dà le dimensioni, 6 piedi per 8; ricorda l’altare, collocato sotto una volta frescata; accenna ad una statua di S. Giacomo, che ancora la Visita Pastorale del 1606 dirà vetusta, e ai beni ad esso donati che permettevano la celebrazione di una Messa mensile.

Completa questa descrizione quanto si legge nella Visita Pastorale del 1606, che è anche l’ultimo scritto che ricordi questo oratorio: «Visitavit Capellam S.ti Jacobi parum distantem ad Ecc.a par.li absque titulo et redditu non pavimentatum nec fornicatam cum muris interioribus rudibus cum quibusdam sacris imaginibus efractis et dealbandis. Super porta est oculus carens pere clatrati ferreo et speculari. Jn eius fronte deest crux. Altare est humile cum Bradella humili et ex asseribus rudibus. nudum et omnibus destitutum. Ad cornu Ep.le est in muro laterali fenestra una nimis humilis mura obturanda, sicuti etiam obturari debet foramen iuxta cam in d.° muro positum et eius loco construi poterit fenestra urceolorum. Jmago sancti Jacobi que est ad cornu Epistole est pre antiquitate indecentissima ideo sepelienda. Super porta nulle sunt sacre imagines».

Da tutti questi dati si deve desumere che in questo tempo l’oratorio di S. Giacomo fosse già molto antico e dovesse risalire ad alcuni secoli prima. Il silenzio delle Visite Pastorali posteriori, come pure del cit. libro degli oratori e compagnie, che risale al secondo decennio del secolo XVII, ci induce a pensare che sia stato abbandonato, forse per la costruzione di qualche altro oratorio, nelle frazioni vicine, e col tempo completamente demolito.

LA CHIESETTA DELL’ORO

Di questa piccola cappella si ha solo un ricordo nella citata Visita Pastorale del 1606, che la pone nella frazione dell’Oro: «Visitavit Capellam nullius tituli dictam il chiesolo dell’ora parvissimam, fornicatam absque pavimento, in fronte claris lignei, absque Altari, jn eius fronte caret cruce». Non si hanno altre notizie.

L’ORATORIO DI S. TEODORO E DI S. ROCCO

Sorgeva nelle vicinanze della chiesa parrocchiale e la sua esistenza è ricordata nella Visita Pastorale del 1573: «Die eadem Pariter visitavit Sacellum S.ti Theodori seu ut aliter volunt S.ti Rochi prope ecclesiam Parrochialem crate lignea clausum sine fornice ac pavimento et in eo reperitur altare parvum cum lapide valde parvo in medio mense altaris posito, non donatum et in eo aliquando ex devotione celebratur». Il termine sacello usato dal documento e la mancanza di volta, pavimento e persino del muro di facciata, fanno supporre che fosse più un’edicola che un oratorio, di dimensioni assai modeste. Dopo questa data di esso non si ha più memoria e si ha quindi motivo per credere che sia stato demolito.