Oratorio della Madonna del Buon Consiglio sito in frazione Marone

La facciata dell’Oratorio

L’ORATORIO DELLA MADONNA DEL BUON CONSIGLIO

(FRAZIONE MARONE)

Gli inizi di quest’oratorio sono così descritti in una supplica del 1768: «Avendo li Particolari delli Cantoni di Marone e Barbato di Trivero … ottenuto lettere di permissione sotto il 20 Maggio 1766 d’erigere una Capella Campestre pubblica a benef.° di d.i Particolari dedicanda alla gran Madre di Dio sotto il titolo del Buon consiglio, con averne raportata la permissione dall.Ecc.mo R. Senato per sue lett. 2 agosto 1766 debitamente sped.te, sig.te e sott.e Carlod, desidererebero d.i Particolari perfezionare d.a Capella oggi di già coperta in parte, e non puotendo, attesa la calamità dei tempi, non ostanti le prestazioni caritatevoli d’essi particolari supplire in tutte le spese, massime de trasporto de materiali e boscami necessarij, per quali vi si richiede l’assistenza di più persone, bramerebbero che venisse loro permesso di puoter prestare le loro opere nel trasporto di tali materiali e boscami nei giorni di festa, fuori però del tempo de Divini Ufficij …». La concessione porta la firma del Vic. Gen. Stefano Gentile e la data del 5 aprile 1768.

Ciò che spinse gli abitanti di detti cantoni a richiedere l’erezione di un oratorio fu il desiderio di aver comodità per la Messa festiva, stante la distanza dalla chiesa parrocchiale. Il terreno fu donato dal Comune e la costruzione si protrasse fino al 1793. In tale anno gli abitanti delle due frazioni si rivolsero al Vescovo di Biella, facendo presente di aver «finalmente portato al suo compito termine (l’oratorio), all’oggetto di poter in esso far cellebrare la S.ta Messa, nell’occasione massime di escrescenza d’acque, od altra grave urgenza, come quela d’un caso premuroso del SS.mo Viatico a qualche infermo» e quindi domandavano il permesso di poterlo benedire. Al che mons. G. C. Viancini rispose affermativamente con decreto del 21 marzo 1791 e il 7 dicembre dello stesso anno il vicario Pietro Antonio Sella lo benediva e il viceparroco D. Gio. Pietro Ubertalli celebrava la prima Messa solenne.

Sulla facciata si legge la data 1789 a indicare le varie tappe della costruzione. E’ ad unica navata di buona architettura, con un solo altare moderno e porta diversi dipinti murali firmati dal «pittore Velato di Carena». Numerosi ex voto ornano le sue pareti e in quest’oratorio sono degni di nota alcune sedie e un tavolo del ‘700, un calice con il piede di ottone e una serie di cartegloria di legno dorato della stessa epoca.