Chiesa parrocchiale di Ponzone dedicata al Sacro Cuore di Gesù

La facciata

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA PARROCCHIA DI PONZONE

Fu l’ottava parrocchia sorta sull’antico e vasto territorio di Trivero e l’ultima in ordine di tempo, poiché fu eretta solo nel 1935. L’inizio della vita religiosa in questa località ha seguito lo sviluppo delle abitazione e dell’attività industriale. Esisteva nei secoli passati una cappellania nell’oratorio di S. Defendente nel cantone di Pramorisio, allora appartenente alla parrocchia di Pratrivero. L’immigrazione, dapprima vercellese e novarese e dopo la prima guerra mondiale dal Veneto, diede vita alla borgata lungo la sponda sinistra del Ponzone. Si istituirono convitti per le ragazze venete, giunte a Ponzone per motivi di lavoro, tenuti dalle Suore del Cottolengo, che ben presto aprirono anche un Asilo e poi le scuole elementari per la popolazione, che andava aumentando.
La distanza da Pratrivero, specialmente nel periodo invernale, rendeva difficoltosa la frequenza alla chiesa, anche alle Suore, impegnate a tempo pieno nelle varie attività. Nacque così il bisogno di una cappella. La famiglia Giletti domandò per essa un servizio ecclesiastico quotidiano a Pratrivero, ma D. Pietro Bisone, non avendo la possibilità di assumere un viceparroco, non potè accettare la richiesta. La domanda fu rivolta allora alla confinante parrocchia di Soprana e il parroco teol. Alfonso Poggio fu ben lieto di poter inviare a Ponzone il suo viceparroco D. Pietro Mania, il quale dal 1921 al 1928 prestò il suo servizio sia a Soprana che a Ponzone. La fam. Giletti provvedeva al suo stipendio e alle spese di culto. La cappella dell’Asilo divenne il primo centro religioso, soprattutto per la Messa festiva, della futura parrocchia.
Intanto la popolazione continuava ad aumentare. Il 14 novembre 1928, giorno in cui D. Mania prendeva possesso di Arro, veniva a sostituirlo a Ponzone il nuovo viceparroco di Soprana D. Primo Zanotti. Aveva 24 anni, ed era stato inviato dal Vescovo, mons. G. Garigliano, con il preciso intento di costruire una nuova chiesa, da erigersi in parrocchia, per una popolazione che allora raggiungeva le 1200 anime contro le 468 dell’inizio del secolo. Un anno dopo si dava vita ad un comitato per la costruzione della chiesa e il 31 ottobre 1932 si apriva al culto la grande cripta, che per diversi anni funzionò da chiesa. In essa l’11 febbraio 1935 fu annunziato il decreto di erezione della parrocchia di Ponzone, e nel pomeriggio di quello stesso giorno giungeva mons. Garigliano per unirsi alla preghiera di ringraziamento dei nuovi parrocchiani, sommanti a 1.313 persone che, dopo diversi anni di fatiche e di pratiche, vedevano finalmente esaudite le loro aspirazioni. Nel decreto sono addotti i seguenti motivi, che spinsero il Vescovo ad erigere la nuova parrocchia: «Per il bene delle anime bisogna considerare che quella parte rispettivamente formata dalle tre parrocchie: Pratrivero, Cereje e Botto Trivero, chiamata Ponzone, volgarmente Ponzone Biellese, dal torrente che formò la valle e la designa, da molti anni addietro crebbe talmente per numero di abitanti e di case, da presentare l’aspetto di un paese di non piccola importanza. Per questo anche la cura spirituale divenne più difficile per la distanza dalle Chiese Parrocchiali e per la moltitudine dei fedeli e nacque la necessità di un più comodo e più idoneo servizio per l’incremento della vita spirituale. Considerate tali cause, spontaneamente si venne nella determinazione di erigere in quel luogo una nuova Parrocchia … sotto il titolo del Sacratissimo Cuore di Gesù …
A formare la dota della nuova Parrocchia, come è prescritto dal diritto, si consegnano nelle nostre mani i Titoli di Stato per il valore di £. 70.000 da conservarsi nella Curio Vescovile … E’ lecito fino a che la nuova Parrocchia non abbia il suo cimitero, secondo le leggi ecclesiastiche, seppellire nei cimiteri di Pratrivero, Cereje e Botto Trivero, come giustamente ne usufruirono rispettivamente prima della erezione della nuova Parrocchia.
A mantenere la devozione del popolo della Parrocchia di Pratrivero verso l’oratorio di S. Defendente che è compreso nel territorio della nuova Parrocchia di Ponzone, vogliamo che la predetta Parrocchia (ossia Pratrivero) abbia il diritto di celebrare la festa ogni anno in quell’Oratorio, come antecedentemente si usava … a quella condizione che si scelga un tempo fisso ed il giorno ad approvarsi a nostro giudizio e da osservarsi poi rettamente per l’avvenire …».
Il 30 giugno 1935 il nuovo parroco, Primo di nome e di fatto, faceva il suo solenne ingresso in parrocchia. Attualmente Ponzone conta quasi 2.000 anime.

I PARROCI DI PONZONE

D. Primo Zanotti di Mongrando S. Maria (1935 – 1995)
Nato a Mongrando S. Maria il 9 aprile 1904 da Stefano Zanotti e Caterina Vineis, compì gli studi presso il Seminario Diocesano e fu ordinato sacerdote il 7 aprile 1928. Fu mandato viceparroco a Soprana con il compito di costruire una nuova chiesa e fonda una parrocchia a Ponzone. Fu nominato parroco di Ponzone con decreto vescovile dell’11 febbraio 1935 e prese possesso della parrocchia il 30 giugno successivo; tenne la parrocchia sino al 7 Dicembre 1995 quando a seguito del Decreto Vescovile di invalidità lasciò l’incarico. Mori all’Ospedale di Trivero il 20 settembre 1997.

Claudio Maggia ()
Nato a Ivrea (To) il 31/12/1944. Viene ordinato Sacerdote il 23 giugno 1968.

LA CHIESA PARROCCHIALE DI PONZONE

L’idea di costruire una chiesa a Ponzone maturò verso la fine del 1926 da parte della sig,.ra Ester Strobino, ved. del comm. Anselmo Giletti, la quale, per invogliare i frazionisti a contribuire, donò la cospicua somma di £. 100.000. Poiché non era ancora stata eretta la parrocchia furono interessati i parroci di Pratrivero, Botto e Cereie e il 26 gennaio 1930 iniziavano i lavori di scavo. Il 15 giugno si pose solennemente la prima pietra del nuovo edificio con la partecipazione di mons. Garigliano e il fatto è ricordato in una pergamena conservata nella casa parrocchiale. Dopo poco più di un anno la costruzione, giunta al tetto e sorretta solo dalle colonne portanti, dovette fermarsi a causa della crisi delle industrie.
L’impresa, condotta dalla ditta ing. Faletti di Torino, potè essere ripresa nel maggio del 1932 grazie alla munificenza del comm. Ercole Bertotto e Gianna Giletti Bertotto. Si sistemava una parte della chiesa inferiore, ornandola di due porte di noce, fregiate con bottoni dorati, provenienti dal palazzo reale di Torino, avute dall’architetto Bellia, progettista della chiesa, che aveva diretto lavori di restauro in quel palazzo (attualmente si trovano nella chiesa superiore e danno adito alle due sacrestie.
Il 31 ottobre 1932 si apriva al culto, con la benedizione del Vescovo, la chiesa sotterranea. L’icona dell’altare era un quadro del S. Cuore di Gesù, dipinto dal Guglielmino di Torino, riproducente il S. Cuore eseguito dal suo maestro, il Reffo. Questo quadro nel 1935 veniva sostituito dall’attuale, dello stesso artista, raffigurante il S. Cuore e i Santi devoti del Cuore di Gesù, S. Longino, S. Giovanni Ev., S. Tommaso Ap, S. Teresa di Gesù, S. Maria Alacoque e S. Maria Maddalena. La chiesa inferiore divenne ben presto insufficiente e dopo appena due anni si dovette ampliarla. In questa chiesa la popolazione ha lasciato il suo cuore e ha vissuto le giornate più vive e di maggior fede dei primi passi della sua storia. In essa l’11 febbraio 1935 fu annunciato il decreto d’erezione della parrocchia e il 27 giugno successivo fu insediato il primo parroco e fondatore D. Primo Zanotti.
Dopo l’ultima guerra mondiale si ripresero i lavori per portare a termine la vera chiesa, che era ultimata nel 1950. Alla sera del 23 settembre di tale anno una piccola processione di fedeli accompagnava il SS: Sacramento dalla chiesa inferiore a quella superiore, inaugurata e consacrata dal Vescovo di Biella, mons. Carlo Rossi, alla presenza della popolazione e di 42 sacerdoti. Il giorno seguente si celebrò la prima Messa solenne, accompagnando i canti il nuovo organo, fabbricato dalla ditta G. Manzi di S. Maurizio d’Opaglio. L’altare maggiore, in marmo, (eseguito dalla ditta Pallavicino di Cuneo, su disegno del geom. Michelangelo Vacchino di Ponzone) era già stato ideato con la previsione, come in realtà avvenne, della celebrazione verso il popolo; su di esso si collocò un pregevole tabernacolo in ferro battuto, opera del celebre Carlo Gattoni e sul muro di fondo trovò posto la ricordata tavola del Guglielmino. Attorno all’altare si collocarono sei grandi candelabri di marmo, disegnati dall’architetto della chiesa, sorreggenti delle tavole raffiguranti i quattro Evangelisti (dipinti dal Reffo) e gli Apostoli Pietro e Paolo (dipinti dal Guglielmino).
I due altari laterali furono dedicati a S. Giuseppe e alla Madonna di Oropa e donati uno dalla sig.ra Silvina Tonella Tempia e l’altro dalla sig.ra Emma Tonella Barberis. Le statue di questi altari sono opera dello scultore Giuseppe Vogliazzi di Vercelli, che eseguì pure le stazioni della Via Crucis. Grandi vetrate illuminano l’interno dell’edificio, costruito interamente in cemento bianco e a pianta a forma di croce greca. Il soffitto a cassettoni e tutti i suoi ornati furono eseguiti da Rinaldo Rossetti di Borriana, come pure gli ornati della grande gradinata esterna. Nel primitivo disegno era contemplata anche una cupola, che non fu realizzata per motivi pratici di riscaldamento. Il gruppo del S. Cuore, attorniato da una statua raffigurante le virtù teologali e da un operaio (alto quattro metri), in cemento e polvere di marmo è opera dello scultore Musso di Torino. Il portale centrale è in legno di noce e reca un bronzo raffigurante l’apparizione del S. Cuore e S. Maria M. Alacocque (scolpita dal prof. Formica di Torino, la parte di bronzo e da Giuseppe Cesale, pure di Torino quella in legno: quest’ultimo scolpì anche i banchi della chiesa).
Il campanile forma la parte più attraente del complesso parrocchiale, per la snellezza della sua forma, alleggerita per tutta la sua altezza, fino alla cella campanaria, da grandi vetrate. Misura 52 mt. di altezza ed ha una scala di ben 196 gradini. Il concerto delle campane venne fuso dalla ditta Roberto Mazzola di Valduggia nel 1938. La parrocchia di Ponzone ebbe un proprio cimitero solo nel 1941. Si trova lungo la strada che porta a Soprana e fu costruito su disegno dell’architetto della chiesa.
Tra i benemeriti di questa chiesa, oltre i già ricordati, dobbiamo aggiungere il comm. Oreste Giletti e la consorte Bianca Bellia e tutti i parrocchiani, che con il loro generoso contributo hanno permesso la realizzazione dell’intero complesso. Ma tra tutti, merita un particolare ricordo l’architetto comm. Pier Vincenzo Bellia, che all’età di 64 anni si accinse al lavoro con una grande fede, con intelletto d’amore e con una generosità senza pari. Non disegnò un particolare dell’opera senza essersi prima comunicato e invocato l’aiuto di dio e tutto «gratis et amore Dei». Ne curò lo sviluppo fino al 1940 e quando le forze gli impedirono ogni attività, rimise tutto nelle mani di D. Primo. Non vide l’inaugurazione della chiesa superiore. In riconoscenza gli venne eretto un busto, opera dello scultore Rubino di Torino. Simile monumento, se non addirittura più grande, merita chi ha avuto il coraggio di edificare una nuova chiesa. Parlo di quei sacerdoti, che hanno santificato l’intera vita per dare alle nostre comunità una chiesa. Forse si potrà discutere sullo stile, sull’artisticità dell’edificio, ma nessuno potrà negare che le nuove chiese sono cementate col sudore, la fatica, i sacrifici e a volte la delusione e l’incomprensione di questi preti. Questo vale per Ponzone e quindi per D. Primo Zanotti, ma anche per tutti quei sacerdoti biellesi che sono stati capaci di costruire delle nuove chiese.